Se vuoi, ci appartiamo, io , te,
le ombre che s’alzano dal letto.
Fino a sgozzarci di parole. Gli occhi,
una pressa che risponde a comando.
E poi. / Mai, il poi! / Un bell’altare
d’ ingenerose risonanze. Per chiudere
gli armadi, per staccare le mani dal viso.
Irrestituibili, solidali all’inverno.
Al gelo che grinza. Le scarpe della festa.
I buchi delle cinture. Le periferie d’un foulard.
Mai sul collo. Sfacciato. Narrato.









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